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	<description>Info, consigli e idee sui nostri amici animali</description>
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		<title>Il coniglio da compagnia</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Nov 2010 17:39:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>celine</dc:creator>
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		<description><![CDATA[IL CONIGLIO ( ORYCTOLAGUS CUNICULUS ) ORDINE: LAGOMORFI ( e non roditori ); famiglia : leporidi I lagomorfi hanno quattro incisivi superiori, a differenza dei roditori che ne possiedono due. I conigli sono originari dell’europa  centrale e meridionale e del nord africa; vivono in gruppi in tane che scavano nel terreno con le unghie. Generalmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-305" title="L'angolo dell'esperto - Articoli di carattere tecnico scientifico sui nostri amici animali firmati da medici veterinari e professionisti del settore." src="http://www.gekolopet.com/blog/wp-content/uploads/2010/11/banner_angolo_esperto.gif" alt="" width="510" height="109" /></p>
<p><strong>IL CONIGLIO ( ORYCTOLAGUS CUNICULUS )</strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-303" title="coniglio_da_compagnia" src="http://www.gekolopet.com/blog/wp-content/uploads/2010/11/coniglio_da_compagnia.jpg" alt="" width="510" height="297" /><br />
</strong></p>
<p><strong>ORDINE: LAGOMORFI ( e non roditori ); famiglia : leporidi</strong></p>
<p>I lagomorfi hanno quattro incisivi superiori, a differenza dei roditori che ne possiedono due. I conigli sono originari dell’europa  centrale e meridionale e del nord africa; vivono in gruppi in tane che scavano nel terreno con le unghie. Generalmente durante il giorno restano nascosti nelle tane ed escono la sera per alimentarsi. La struttura del corpo e la taglia variano considerevolmente secondo la razza. Si va dalle razze giganti come il gigante fiammingo che può arrivare a 8 kg. al nano olandese che pesa meno di un kg. le razze riconosciute sono più di 60.<br />
La durata della vita e’ di 5-10 anni,raramente può arrivare fino a 15.<span id="more-297"></span></p>
<p><strong>CARATTERISTICHE ANATOMICHE E FISIOLOGICHE</strong></p>
<p>I conigli hanno una <strong>vista eccellente</strong>, un campo visivo di quasi 190° che permette di vedere in tutte le direzioni senza muovere  la testa.<br />
Le <strong>orecchie</strong>, essendo molto vascolarizzate, hanno un ruolo nella termoregolazione; sono delicate e sensibili, e non devono assolutamente essere utilizzate per afferrare il coniglio. Nelle razze di conigli nani le orecchie sono in genere piuttosto piccole; la varietà detta ariete ha le orecchie pendenti gli incisivi crescono 10-12 cm l&#8217;anno. I problemi di malocculosione sono frequenti sia a carico degli incisivi sia di molari e premolari. La cavità toracica e’ relativamente piccola rispetto all’addome,lo stomaco e’ semplice,ghiandolare; il cieco e’ molto sviluppato. I conigli sono incapaci di vomitare. I maschi adulti sono piuttosto aggressivi e marcano l’ambiente con l’urina,quindi e’ consigliabile la sterilizzazione.<br />
L’ovulazione nella coniglia e’ indotta dal coito e la stagione riproduttiva nei climi temperati dura tutto l’anno, durante il quale vi sono periodi di recettività (circa 7-10 giorni) che si alternano a fasi di inattività (1-2 giorni).</p>
<p><strong>ALLOGGIO</strong></p>
<p><strong>La <a title="Assortimento gabbie conigli da compagnia e cavie" href="http://www.gekolopet.com/49-gabbie-conigli-cavie">gabbia</a></strong> deve essere sufficientemente <strong>spaziosa, robusta, priva di elementi taglienti e facile da pulire</strong>. Le dimensioni minime per un coniglio nano alloggiato da solo sono di 0,3 metri quadrati. L’altezza deve essere sufficiente da permettere al coniglio di alzarsi sugli arti  posteriori, quindi di 45 centimetri  circa per le razze nane. Il pavimento può essere costituito in parte di rete (le dimensioni delle maglie devono essere 1 cm. per 2,5 se sono presenti neonati), e in parte solido (plexiglas,metallo), per prevenire lesioni alle zampe, o tutto solido.<br />
La parte solida deve essere ricoperta di lettiera (stracci,segatura,paglia o fieno). Assolutamente da evitare in tutti gli animali da compagnia sono la segatura o i trucioli di pino o cedro, che contengono fenoli tossici per il fegato. I giornali possono andare bene, ma se ingeriti in quantità eccessiva causano ostruzione intestinale. Nel caso la gabbia sia sistemata all’aperto occorre che sia almeno in parte protetta dalla luce solare diretta per evitare i colpi di calore, cui i conigli sono facilmente soggetti in presenza di un’elevata temperatura ambientale. Le basse temperature sono sopportate meglio. La temperatura ideale e’ compresa  tra 16° e 21°c.<br />
All’interno della gabbia va posta una casetta che funga da tana, in cui il coniglio, animale timido per natura, possa nascondersi quando si sente minacciato. Il resto dell’arredo sarà rappresentato da recipienti per l’acqua e il cibo che non possano essere rovesciati. L’abbeveratoio ideale e’ quello a goccia, facile da mantenere pulito. la pulizia della gabbia deve essere molto frequente, se possibile quotidiana. Un buon disinfettante è costituito dall’ipoclorito di sodio (5%), 30ml. per litro d’acqua. I conigli possono essere facilmente addestrati ad utilizzare una cassetta per i bisogni,come i gatti, il che permette di lasciarli liberi per casa. Se il coniglio ha già spontaneamente scelto una zona per sporcare,la cassetta va posta in quella zona. per incoraggiare l’uso della cassetta si può collocarvi  qualche pallina di feci. In ogni caso i conigli non devono mai essere lasciati liberi di girare per la casa senza sorveglianza, in quanto amano rodere e possono non solo rovinare il mobilio ma anche rosicchiare fili elettrici, con immaginabili conseguenze.</p>
<p><strong>ALIMENTAZIONE</strong><br />
In cattività la dieta ideale è costituita da<strong> fieno di buona qualità</strong>(di trifoglio, erba o erba medica), che deve essere sempre a disposizione, integrato da verdure a foglia ed erba fresca e da mangime in pellet ad alto contenuto di fibra (dal 18 al 25% per il mantenimento dei conigli adulti). Al termine dell’accrescimento è consigliabile eliminare il fieno di medica perchè è molto ricco di proteine, e utilizzare altri tipi di fieno. Il pellet e’ un alimento molto calorico e ricco di calcio, e va razionato nella quantità di un quarto di tazza ogni 2,5 kg. di peso, divisa in due somministrazioni giornaliere.<br />
Il pellet va conservato in frigorifero per impedire che si deteriori troppo rapidamente. Il rifiuto di mangiare pellet rancido e’ una causa di inappetenza relativamente comune tra i conigli. I vegetali freschi da offrire devono essere variati: trifoglio, dente di leone, crescione, insalata, spinaci, germogli di soia, foglie di carota, carote, ecc. le brassicacee e gli spinaci devono essere somministrati in quantità limitata, 1-3 volte la settimana al massimo. La frutta deve essere data in quantità molto ridotta; se ci sono problemi di obesità va eliminata del tutto, per il suo contenuto in zuccheri. La verdura deve essere ben lavata, asciutta e soprattutto mai fredda di frigorifero. Se il coniglio viene alimentato in questo modo non e’ necessario fornire integratori con vitamine e minerali. molti conigli amano rosicchiare e masticare degli oggetti posti nella gabbia; per questo si può utilizzare qualche giocattolo per cani del tipo da masticare. Le diete per conigli nani che si trovano nei negozi per animali sono in genere inadatte e quindi sconsigliabili, in particolare quelle contenenti semi e fioccati. Il contenitore dell’acqua deve essere accuratamente lavato e disinfettato almeno ogni 3-4 giorni.</p>
<p><strong>RIPRODUZIONE</strong></p>
<p>I conigli si riproducono molto in fretta; la stagione riproduttiva va da febbraio a settembre e nei climi miti dura tutto l’anno. La maturità sessuale si verifica tra i 4 e i 6 mesi di età. Le coniglie non hanno un vero e proprio ciclo estrale, bensì un periodo di recettività di 7-10 giorni, seguito da un periodo di inattività di 1-2 giorni, in cui sviluppano nuovi follicoli. L’estro e’ poco appariscente; la recettività è indicata da un aumento della vulva (caratteristica incostante), atteggiamento di monta, irrequietezza, sfregamento del mento. L’ovulazione e’ indotta dall’accoppiamento. Se l’accoppiamento non è fecondo si può verificare una pseudogravidanza, della durata di circa 18 giorni, con ingrossamento delle mammelle e formazione del nido. La coniglia può avere da 4 a 8 cucciolate all’anno, e da 3 a 12 piccoli a cucciolata, con una media di 7.<br />
La gravidanza dura mediamente 31-32 giorni con un range di 29-35. La coniglia deve avere a disposizione abbondante materiale per la costruzione del nido ( paglia, stracci, ecc.), che inizia circa una settimana prima del parto. La coniglia aggiunge al nido del pelo che si strappa. I piccoli nascono nudi, cechi e con le orecchie chiuse, al contrario delle lepri. Dopo il parto il nido con i piccoli non deve essere toccato, e la coniglia va disturbata meno possibile. Il cannibalismo e’ raro. La coniglia allatta i piccoli solo una o due volte al giorno e resta pochissimo tempo nel nido, il che sconcerta i proprietari inesperti che credono che essa trascuri i piccoli. Lo svezzamento si verifica a 4-6 settimane di eta’.</p>
<p><strong>SOMMINISTRAZIONE DEI FARMACI</strong></p>
<p>Si somministrano i farmaci per via orale sotto forma di liquido o di pasta ponendoli nella sacca guanciale tramite una siringa senz’ago.<br />
Le iniezioni sottocutanee sono facili e si eseguono nella cute del collo e del torace. Questa via può essere usata per la reidratazione nei casi non gravi; la dose di mantenimento nelle 24 ore e’ di 100 ml/kg.<br />
Le iniezioni intramuscolari si eseguono sul quadricipite, inoculando una piccola quantità di liquido  ( 0,25-1 ml, secondo la taglia ). Le iniezioni endovenose si possono tentare a livello della vena marginale dell’orecchio, asportando i peli sovrastanti e facendo compressione alla base. Le vene dei conigli sono fragili ed e’ facile causare ematomi.</p>
<p><strong>LE VACCINAZIONI</strong></p>
<p>I conigli devono essere vaccinati contro due malattie la mixomatosi e la malattia emorragica virale. Entrambe sono malattie a denuncia obbligatoria. Non sono zoonosi.</p>
<p><strong>MIXOMATOSI</strong></p>
<p>La mixomatosi e’ una <strong>malattia virale</strong> molto contagiosa per il coniglio, causata da un ortopoxvirus. Può essere trasmessa per via diretta dagli animali ammalati o portatori a quelli sani o per via indiretta tramite artropodi ( zanzare, pulci, zecche, ecc.). L’andamento può essere acuto, subacuto o cronico; alcuni conigli sono portatori asintomatici.<br />
L’incubazione e’ di 5-15 giorni. I sintomi comprendono: abbattimento, congiuntivite, scolo dagli occhi, rigonfiamenti cutanei sulla testa e sugli arti, infiammazione degli organi genitali. La morte sopravviene in 5-10 giorni. Esiste anche una forma caratterizzata da congiuntivite e sintomi respiratori, senza lesioni cutanee, ma con edema dei genitali. La mortalità e’ elevata, e non esiste alcuna terapia. I conigli che sopravvivono possono eliminare il virus per lungo tempo. La diagnosi si  può emettere in base  alle caratteristiche lesioni. Per la certezza occorre ricorrere al laboratorio con il ricorso al microscopio elettronico o mediante colture cellulari. Nel veneto la malattia e’ molto diffusa, per cui e’ indispensabile consigliare la vaccinazione ai proprietari dei conigli da compagnia.<br />
I vaccini disponibili sono mixovac o mixoshope; si inoculano alla dose di 0,5 ml per capo, per via sottocutanea. Nel punto di inoculazione si forma un piccolo nodulo che rappresenta la risposta vaccinale. I coniglietti possono essere vaccinati per la prima volta  a 30 giorni di eta’, con un richiamo a  8-10 settimane. In seguito si esegue un richiamo ogni 6 mesi. l’immunita’si instaura dopo 48-72 ore.</p>
<p><strong>MALATTIA EMORRAGICA VIRALE DEL CONIGLIO</strong></p>
<p>La malattia emorragica virale, detta una volta “malattia x”,causata da un calicivirus, e’ stata segnalata per la prima volta in cina nel 1984, anche se le autorità cinesi affermarono che si era verificata in conigli d’angora importati dalla germania.<br />
La trasmissione avviene per via orale e aerogena; colpisce i conigli al di sopra dei 30-50 giorni di vita. Il virus viene eliminato con secreti ed escreti. La malattia si diffonde sia per via diretta tra conigli ammalati e sani, che per via indiretta. Il tempo di incubazione e’ di 36-72 ore. Si manifesta in modo improvviso con emorragia dal naso, dalla bocca e dall’ano, starnuti, crisi di tipo eccitativo, spasmi e morte. A volte si ha solo morte improvvisa per coagulazione intravasale disseminata. Non esiste alcuna terapia efficace. All’esame necroscopico si osservano emorragie negli organi interni e degenerazione del fegato e dei reni. La diagnosi di certezza si ottiene con un test elisa condotto sul fegato o sulla milza. La vaccinazione si inizia a 2 mesi di eta’ e quindi si esegue un richiamo ogni 6 mesi. In commercio si trova un vaccino, prodotto dalla fort dodge, che si chiama cylap-hvd, e’ un vaccino inattivato in audiuvante oleoso, ad elevato potere immunogeno. La prima vaccinazione si esegue a 2 mesi e mezzo di eta’, e conferisce una immunità “sufficiente per tutta la vita economica  degli animali”, come si legge nel foglietto allegato. Nel caso dei conigli da compagnia e’ opportuno ripetere la vaccinazione tutti gli anni.<br />
In caso di necessita’ la vaccinazione si può eseguire prima dei 2 mesi e mezzo, eseguendo un richiamo dopo un mese.</p>
<p><strong>PATOLOGIE ALIMENTARI</strong></p>
<p>Le patologie da carenza nei conigli da compagnia sono rare, a causa della dieta variata che viene solitamente fornita. Al contrario sono comuni i problemi causati dalla somministrazione di alimenti impropri e l’obesità. L’apparato digerente dei conigli e’ particolarmente delicato ed e’ molto sensibile ai cambi bruschi di alimentazione, che devono essere sempre evitati. Come e’ stato detto in precedenza i conigli hanno bisogno di un’elevata quantità di fibra nella dieta, che stimola la motilità di colon e cieco, e di una bassa percentuale di carboidrati.</p>
<p><strong>ENTERITI ED ENTEROTOSSIEMIE DI ORIGINE ALIMENTARE</strong></p>
<p>Una dieta con insufficiente fibra e livelli eccessivi di amido, cambi bruschi di alimentazione, somministrazione di verdure fredde o avariate, causano un’alterazione della flora intestinale con lo sviluppo di batteri patogeni produttori di tossine. Un’altra importante causa di enterotossiemie comprende la somministrazione di antibiotici che sopprimono la normale flora batterica e permettono la proliferazione dei clostridi. Il principale batterio patogeno nel coniglio e’ rappresentato da clostridium spiroforme, che può essere presente come normale commensale ma che in presenza di prodotti della fermentazione produce una potente tossina (iota tossina). Anche altri batteri implicati nelle enteriti del coniglio ( clostridium piliforme che causa la malattia  di tyzzer, escherichia coli, ecc.) diventano patogeni in presenza di alterazioni dell’ambiente intestinale. Lo stress e’ in grado di indurre diarrea nei conigli (come in molte altre specie), probabilmente a causa della diminuzione della motilità gastrica indotta dall’adrenalina. I sintomi possono variare dall’emissione di feci più tenere e condizioni generali normali, nel caso di una semplice enterite, alla produzione di feci acquose e maleodoranti, con abbattimento, dimagramento, anoressia e disidratazione, alla morte improvvisa, nei casi di una più grave enterotossiemia. Il perineo può essere imbrattato di feci, con la cute infiammata e alopecica. Alla palpazione dell’addome si può avvertire una sensazione di sciacquio o la presenza di gas.</p>
<p><strong>COSTIPAZIONE/STASI GASTROINTESTINALE ( EX-TRICOBEZOARI)</strong></p>
<p>La costipazione gastrointestinale e’ una patologia molto frequente nei conigli da compagnia, favorita da una alimentazione scorretta e dalla mancanza di fibra. La velocità di transito intestinale del cibo e’ infatti direttamente correlata alla quantità di fibra presente. Se non c&#8217;è sufficiente fibra il transito intestinale può essere rallentato, e di conseguenza lo stomaco e il cieco si svuotano più lentamente. Il coniglio cessa di bere e alimentarsi (probabilmente per una sensazione di sazietà). Ciò a sua volta comporta un ulteriore rallentamento della motilità intestinale fino alla stasi completa.<br />
Il riassorbimento di acqua dal contenuto gastrointestinale continua, portando alla sua disidratazione e all’impaccamento. L’alterazione dell’ambiente intestinale porta al sopravvento della popolazione di clostridi e alla produzione di tossine, che causano la morte del coniglio. La situazione e’ ancora peggiore se l’alimentazione comprende eccessivi livelli di amidi e proteine.<br />
Il coniglio colpito da stasi gastrointestinale smette di alimentarsi, gradualmente o in modo improvviso, emette feci sempre più piccole e infine cessa completamente di defecare. Talvolta e’ presente diarrea, o emissione di materiale mucoso. All’inizio generalmente resta vivace, si interessa al cibo, lo annusa, ma rifiuta di mangiarlo. Con il passare dei giorni diventa sempre più depresso, e senza trattamento muore.<br />
Fino a poco tempo fa la stasi gastrointestinale veniva considerata una patologia causata da tricobezoari, cioè palle di pelo che si formano nello stomaco per una eccessiva ingestione da parte del coniglio. In realtà è normale trovare del pelo nello stomaco del coniglio (e nelle feci) a causa delle operazioni di pulizia. Questo pelo comunque non forma una massa dura ma e’ sempre mescolato con il resto del contenuto gastrico. Solo in caso di ipomotilità gastrica il contenuto ristagna, si disidrata e solidifica parzialmente. L’uso del succo di ananas fresco allo scopo di dissolvere il pelo (per il contenuto di papaina) e’ inutile ( la cheratina non viene dissolta ), sebbene abbia l’effetto benefico di reidratare, acidificare l’ambiente gastrico e nutrire. Inoltre e’ possibile che la papaina aiuti a dissolvere la matrice proteica che avvolge i peli, facilitando la disgregazione della massa presente nello stomaco.</p>
<p><strong>OBESITA</strong>’</p>
<p>L’obesità e’ un problema frequente nei conigli da compagnia. Le cause predisponenti sono la scarsa attività fisica (vivono confinati in gabbia per la maggior parte del tempo) e l’errata alimentazione. Dall’anamnesi si rileva in genere che questi animali sono nutriti ad libitum con alimenti inadatti quali biscotti o pane, mangimi contenenti semi o fioccati, bastoncini di semi e miele. Anche il mangime in pellet tende a favorire l’obesità, a causa dell’elevato potere nutritivo. Sono stati compiuti diversi studi sulle conseguenze dell’obesità nei conigli, che porta alla diminuzione della tolleranza all’esercizio, aumento della mortalità, diminuzione della compliance diastolica, congestione cardiopolmonare, ipertrofia cardiaca, iperplasia renale, lipomatosi renale (che predispone a infezioni renali e calcolosi), ipertensione. Nelle coniglie gravide l’obesità e’ un fattore predisponente alla tossiemia gravidica, inoltre l’obesità e’ considerata uno dei fattori predisponenti della pododermatite. Per ottenere una riduzione di peso e’ necessario somministrare una dieta basata esclusivamente su fieno di erbe e vegetali freschi, con esclusione di pellet, frutta, carboidrati, semi,<br />
alimenti commerciali e quant’altro. Il cambio di dieta deve essere graduale, per evitare problemi intestinali. Si deve incoraggiare un moderato esercizio fisico.</p>
<p><strong>PATOLOGIE LEGATE AL CALCIO</strong></p>
<p>Il coniglio ha un metabolismo del calcio peculiare: l’assorbimento di calcio intestinale e’ proporzionale alla quantità presente nell’alimento ingerito, e non e’ determinato dalla quota di vitamina d, per cui e’ possibile l’assimilazione di grandi quantità di calcio, se si somministrano alimenti ricchi di questo elemento. Inoltre l’eccesso di calcio non viene regolato da una diminuzione dell’assorbimento intestinale, come avviene negli altri mammiferi, bensì da un aumento dell’escrezione renale. Ciò può spiegare la predisposizione dei conigli a sviluppare calcoli urinari, composti in genere da carbonato e fosfato di calcio. Un altro fattore predisponente e’ dato dal fatto che i conigli, in quanto erbivori, eliminano una grande quantità di bicarbonato. L’ambiente alcalino favorisce la precipitazione del calcio, il ph urinario normale del coniglio e’ di 8,2. tra 8,5 e 9,5 si verifica la precipitazione dei cristalli.<br />
La prevenzione dell’urolitiasi si attua evitando la somministrazione di fieno di medica e di pellet di medica, che sono molto ricchi di calcio, ma questo non aiuta una volta che si sono instaurati i segni clinici.<br />
Un eccesso di calcio e/o di vitamina d può causare calcificazione dei grossi vasi, in particolare dell’aorta, e delle arteriole del cuore e di altri organi, e della membrana basale renale.<br />
Anche una dieta povera di calcio, basata su cereali e legumi, ha conseguenze deleterie. Il problema e’ in questo caso aggravato dalla mancata esposizione alla luce solare diretta, che provoca una ipovitaminosi d. La demineralizzazione ossea causa alterazioni dei denti e dell’osso alveolare, che porta come conseguenza una malocclusione dei molari, ampliamento dello spazio periodontale, periodontite e ascessi facciali. Si verifica anche un allungamento delle radici dei molari, che nel caso dei molari superiori comprimono i dotti nasolacrimali, causando epifora e dacriocistite. Dal punto di vista clinico uno dei primi e caratteristici segni consiste nella comparsa a livello di incisivi di rigature trasversali, che non sono presenti nei denti normali, mentre la demineralizzazione può essere corretta modificando la dieta, la malocclusione e’ permanente.</p>
<p><strong>SOSTEGNO NUTRIZIONALE</strong></p>
<p>Uno degli aspetti più importanti nella terapia dei conigli ammalati, qualunque sia la loro patologia, e’ il sostegno nutrizionale. Infatti i conigli anoressici sviluppano rapidamente una stasi gastrointestinale e una lipidosi epatica, che e’ rapidamente fatale.<br />
I conigli ammalati devono essere sempre incoraggiati a mangiare, e se rifiutano il cibo si deve ricorrere all’alimentazione forzata o assistita. Come alimento si può utilizzare del pellet lasciato a mollo nell’acqua calda e frullato, oppure dell’omogeneizzato o del liofilizzato di verdure, o della farina di erba medica diluita in acqua. L’alimento può essere somministrato nella bocca con un contagocce o una siringa senz’ago. Il dolore rende spesso i conigli anoressici, per cui in certi casi ( ortopedia, chirurgia,traumi ) e’ importante utilizzare degli analgesici.</p>
<p><strong>MALOCCLUSIONE</strong></p>
<p>Questa patologia, piuttosto frequente nei conigli da compagnia, può interessare sia incisivi sia molari e premolari. Essendo denti a crescita continua, se l’occlusione non e’ perfetta viene a mancare il normale consumo e quindi si ha una crescita eccessiva. Le cause principali di questa patologia sono le seguenti:<br />
errori alimentari, con una dieta carente di sostanze abrasive, che non consente un adeguato consumo dei denti.<br />
difetti congeniti, frequenti nei conigli nani.<br />
un trauma alla testa, che causa una errata crescita dei denti<br />
infezioni batteriche delle radice dei denti, con conseguente alterazione della direzione di crescita.<br />
I molari possono formare spigoli e punte sia in direzione della lingua, che delle guance e, per quanto riguarda il primo premolare, anteriormente, le punte, molto acuminate, feriscono la bocca e impediscono al coniglio di alimentarsi.<br />
Gli animali colpiti rifiutano di assumere l’alimento, anche se appaiono interessati al cibo; spesso c’è colio di saliva che bagna il pelo attorno alla bocca, e rumore di digrignamento. Uno dei primi sintomi può essere il cambio di abitudini alimentari, con preferenza per i cibi freschi e rifiuto di pellet e fieno. La malocclusione degli incisivi si può manifestare già in animali di pochi mesi, ma quella dei premolari in genere non si nota prima di due anni di eta’.<br />
Nel caso degli incisivi la diagnosi e’ molto facile. Per quanto riguarda i molari e’ indispensabile l’esame diretto dei denti utilizzando un otoscopio che viene introdotto nella bocca, procedendo con delicatezza in genere e’ possibile effettuare questa manovra senza sedazione. Si osserveranno le alterazioni di crescita dei denti e eventuali lesioni alle guance o alla lingua permettono di confermare la diagnosi. Se sono presenti residui di cibo, si possono asportare con un bastoncino cotonato. Può essere utile il ricorso all’esame radiografico, ma un aspetto radiografico normale non permette di escludere il problema. Se si osserva un problema a carico degli incisivi si deve controllare anche i molari, perchè spesso i problemi sono collegati.<br />
La correzione del difetto e’ molto semplice nel caso degli incisivi, che possono essere accorciati senza necessita’ di ricorrere a sedativo o anestesia. Si tratta di una procedura del tutto indolore, occorre solo prestare attenzione a non ledere i tessuti molli. Per tagliare gli incisivi si può utilizzare una tronchesina o un tagliaunghie, prestando attenzione a non fratturare il dente perchè si può causare un’infezione della radice.<br />
Per operare su molari o premolari e’ indispensabile l’anestesia. Se l’animale e’ molto debilitato e l’anestesia presenta dei rischi occorre prima intervenire con la reidratazione e la somministrazione forzata di alimenti. Il coniglio viene posto in decubito dorsale; la bocca viene tenuta aperta con l’uso di un divaricaguancie e di un apposito apribocca per conigli. I denti vengono rifilati con l’aiuto di un trapano da dentisti, pareggiandoli fino ad arrivare più vicino possibile al margine gengivale. I tessuti molli della bocca vengono protetti con l’uso di spatole metalliche. E&#8217; un lavoro poco agevole e che richiede una certa pazienza, a causa dello spazio molto ristretto in cui si lavora. Se la correzione e’ stata adeguata di solito il coniglio riprende a mangiare entro uno o due giorni. La malocclusione si ripresenta dopo 1-4 mesi, richiedendo interventi costanti per tutta la vita del coniglio. Per correggere definitivamente la malocclusione degli incisivi, alcuni veterinari ne consigliano l’asportazione. I conigli sopportano molto bene questo tipo di intervento, e riescono a mangiare lo stesso tipo di cibo a cui erano abituati, se si ha l’accortezza di ridurlo a piccoli pezzi.<br />
La prevenzione di questa patologia si attua alimentando il coniglio fin dai primi mesi di vita con una dieta appropriata: vegetali freschi e fieno.</p>
<p><strong>PASTEURELLOSI</strong></p>
<p>Pasteurella multocida e’ l’agente patogeno più importante del coniglio. Molti conigli sono portatori asintomatici o cronicamente infetti. Il germe si localizza nelle narici e nei seni paranasali, nei polmoni, nella congiuntiva e nella vagina. La trasmissione avviene per contatto diretto ( tra compagni di gabbia, al momento del parto dalla madre ai piccoli, o durante l’accoppiamento ) o indiretto, ad esempio tramite gli abbeveratoi, o per aerosol ma solo a breve distanza. Ogni coniglio anche se clinicamente sano può essere considerato un possibile portatore.<br />
La gravità dei sintomi clinici e la forma clinica dell’infezione sono estremamente variabili. In pratica ogni organo può essere colpito; le sedi più frequenti sono le cavità nasali e il faringe. I segni clinici che possono essere causati da un’infezione da pasteurella comprendono: scolo nasale, congiuntivite, torcicollo, ascessi, ulcere cutanee, scolo vaginale, perdita di peso, morte improvvisa.<br />
La polmonite nel coniglio dà scarsi segni clinici. Nelle forme croniche si osserva respirazione difficoltosa, dimagrimento, anoressia. Gli animali giovani possono morire improvvisamente. L’auscultazione dei polmoni e le radiografie del torace possono essere d’aiuto ma e’ molto difficile eliminare l’infezione dal coniglio colpito, e spesso con la terapia antibioticasi può solo riuscire a tenere i sintomi sotto controllo. Spesso nei portatori asintomatici l’infezione si manifesta clinicamente in seguito a uno stress.</p>
<p><strong>TORCICOLLO</strong></p>
<p>Il torcicollo e’ una presentazione clinica piuttosto comune nel coniglio da compagnia, che si presenta con la testa ruotata e disturbi dell’equilibrio. Nei casi più gravi si ha difficoltà di prensione dell’alimento. La causa del torcicollo e’ una otite media o interna o una meningite. L’agente eziologico più comune e’ p.multocida, anche se sono possibili infezioni da streptococchi, stafilococchi e da encephalitozoon cunicoli. L’otite può essere secondaria a una infestazione da psoroptes cuniculi, per cui in caso di torcicollo e’ indispensabile eseguire un accurato esame otologico. Rare cause di torcicollo sono rappresentate da lesioni vascolari e intossicazioni  (ad esempio piombo ). Considerata la difficoltà di stabilire una diagnosi precisa, si instaura una terapia antibiotica e di sostegno.<br />
Se e’ presente una otite si tratta con la pulizia del canale auricolare e la somministrazione di un prodotto antibiotico topico del tipo utilizzato per cani e gatti. Se il coniglio non e’ in grado di mantenere la stazione va girato spesso; se non riesce ad alimentarsi si deve ricorrere all’alimentazione assistita.</p>
<p><strong>MICOSI</strong></p>
<p>Nel coniglio l’agente eziologico più frequente della micosi e’ trichophyton mentagrophytes . Le lesioni interessano soprattutto la testa e gli arti e appaiono alopeciche, eritematose, squamose e spesso pruriginose. Molti animali possono essere portatori asintomatici; sono più colpiti gli animali giovani. La diagnosi si esegue con l’esame microscopico di un raschiato cutaneo o del pelo prelevato dal margine della lesione posto in koh e con l’esecuzione di un esame colturale. Per il trattamento si possono eseguire bagni settimanali con agenti antifungini quali la clorexidina al 1% o l’enilconazolo allo  0,2 %. Volendo utilizzare la griseofulvina ( 25 mg/kg al di’ fino alla guarigione ), occorre ricordare che e’ teratogena e non deve essere impegnata in animali gravidi. Occorre  valutare l’eventuale presenza di fattori stressanti e predisponenti,ad esempio sovraffollamento, scarsa igiene, ecc. occorre avvertire il proprietario che si tratta di una zoonosi, e che possono essere interessati anche altri animali presenti nella casa.</p>
<p><strong>ECTOPARASSITI</strong></p>
<p>Il parassita più comune nel coniglio è psoroptes cuniculi, un acaro che causa principalmente un’otite esterna molto pruriginosa. Le lesioni iniziali sono costituite dalla formazione di croste grigiastre o marrone nel condotto uditivo; il coniglio grattandosi produce alopecia ed escoriazione; si può sviluppare un’infezione batterica secondaria. Le lesioni possono estendersi ad altre parti del corpo. La conferma diagnostica si ha con l’esame microscopico di un raschiato o del materiale presente nell’orecchio. Il trattamento consiste nella somministrazione di ivermectina alla dose di 200-400 microgrammi/kg ogni due settimane. Nel caso di infestazioni gravi si può utilizzare  inoltre  un prodotto acaricida topico e una crema antibiotica. Una o due settimane dopo l’inizio della terapia, quando le lesioni sono meno infiammate e dolorose, si può eseguire una pulizia delle orecchia con uno dei prodotti che si utilizzano nel cane per rimuovere il cerume.<br />
Cheyletiella parasitivorax, un acaro del pelo, può causare infestazioni asintomatiche. La localizzazione e’ solitamente sul dorso e l’addome, dove causa lesioni alopeciche, crostose, eritematose e un aspetto untuoso del pelo. La diagnosi e’ tramite raschiato cutaneo  o l’esame al microscopio di un pezzo di nastro adesivo fatto aderire al pelo in più punti. La terapia si attua con la somministrazione di ivermectina. I conigli possono occasionalmente essere infestati da pulci. Spesso la diagnosi si effettua osservando tra il pelo la presenza di feci di pulci. Il trattamento si esegue con prodotti antiparassitari utilizzabili nel gatto (da non utilizzare il collare antipulci!).<br />
Listrophorus gibbus e’ un acaro del pelo che raramente dà segni clinici. Il trattamento e’ analogo a quello impiegato  per l’infestazione da pulci. Raramente si segnalano infestazioni da sarcoptes scabiei e notoedres cati. provocano lesioni crostose molto pruriginose a livello del margine delle orecchie, del muso, delle zampe e dei genitali esterni. La diagnosi si effettua tramite raschiati cutanei e il trattamento consiste nella somministrazione di ivermectina. Diversi giorni prima del parto la coniglia inizia a strapparsi il pelo dall’addome e dalla parte ventrale del torace per imbottire il nido. In alcuni conigli lo strapparsi il pelo può rappresentare un vizio di comportamento.</p>
<p><span style="color: #808080;"><em>articolo a cura di</em></span></p>
<p><strong>Piccin Dott. Curio</strong><br />
Thiene (VI)</p>
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		<title>Il furetto&#8230; come dargli il benvenuto in casa.</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Oct 2010 10:34:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-293" title="furetto" src="http://www.gekolopet.com/blog/wp-content/uploads/2010/10/furetto1.jpg" alt="" width="510" height="200" /></p>
<p>Prima di far entrare in casa il furetto, è bene rendere l&#8217;ambiente il più sicuro possibile: dall&#8217;allestimento della gabbia alla rimozione dei pericoli maggiori che questo animaletto potrebbe incontrare quando è libero.</p>
<p>Innanzitutto, il furetto non può passare troppe ore in gabbia, necessita infatti di almeno 3 o 4 ore di libertà al giorno; la gabbia rimarrà il luogo sicuro dove fargli trascorrere sia i (lunghi e frequenti) periodi di riposo sia i momenti in cui il padrone è assente.</p>
<p><span id="more-260"></span>In linea di massima le dimensioni minime per una <strong>gabbia</strong> che ospita UN solo <strong>furetto</strong> sono 80 x 50 x 50 cm, tuttavia è consigliato provvedere a una struttura con sviluppo verticale per permettere l&#8217;allestimento di più piani e la collocazione di tubi e giochi che sono la passione principale del furetto. Si ricorda infatti che i livelli di attività di questa creaturina sono sostanzialmente due: o è impegnato a giocare e a esplorare o dorme profondamente!</p>
<p>I tre elementi fondamentali da posizionare dentro la gabbia sono:</p>
<ol>
<li>le <strong>ciotole per il cibo e l&#8217;acqua</strong>, ciotole che è meglio agganciare saldamente alla gabbia per evitare che vengano ribaltate durante le attività di gioco;</li>
<li>la <strong>cassetta per i bisognini</strong>, da collocare nell&#8217;angolo scelto dallo stesso furetto (no all&#8217;uso di lettiere polverose e dannose, bene della sabbietta di tutolo di mais);</li>
<li>la <strong>cuccia</strong>, che può essere anche costituita da semplici panni, anche se la soluzione più apprezzata sia dai furetti che dai padroni è l&#8217;amaca.</li>
</ol>
<p>Sia nella scelta del materiale della cuccia sia nella collocazione della gabbia è bene tener conto della temperatura che dovrebbe essere intorno ai 15-21° C. I furetti sopportano bene le basse temperature e male le alte fino ad accusare gravi colpi di calore.</p>
<p>Una volta allestita la gabbia, si procederà all&#8217;individuazione e all&#8217;eliminazione dei pericoli che sono presenti all&#8217;esterno della gabbia. Solitamente sono rischiosi:</p>
<ul>
<li>piccoli oggetti facilmente ingeribili;</li>
<li>fili elettrici che potrebbero venir addentati;</li>
<li>piccole aperture in cui l&#8217;animaletto può infilarsi o da cui può scappare;</li>
<li>sostanze tossiche come confezioni di detersivi e piante;</li>
<li>oggetti pesanti che possono cadere sul furetto durante il gioco e l&#8217;esplorazione;</li>
<li>cadute dall&#8217;alto, poiché il furetto scalando riesce a raggiungere altezze dalle quali la caduta potrebbe essere fatale, il tutto reso ancor più pericoloso dal fatto che questi animali non hanno un&#8217;ottima percezione del vuoto. Inoltre è opportuno rendere inaccessibili porte, finestre e balconi tramite un pannello liscio sul quale non possa arrampicarsi;</li>
<li>elettrodomestici che è fondamentale controllare prima dell&#8217;accensione, il furetto potrebbe essersi nascosto all&#8217;interno;</li>
<li>giochi, che devono essere necessariamente di plastica dura e non friabile o di gomma per evitare che vengano distrutti e ingeriti. Lo stesso discorso vale anche per i panni di stoffa: sono da preferire stoffe resistenti che non si strappano facilmente.</li>
</ul>
<p>Quando il furetto è libero per casa è necessario osservarlo e prestare attenzione alla chiusura delle porte, quindi evitare anche correnti d&#8217;aria che le farebbero sbattere violentemente con il conseguente schiacciamento dell&#8217;animale.</p>
<p>Si tratta di semplici precauzioni per garantire una certa tranquillità sia ai padroni che ai furetti che durante le attività di gioco e di esplorazione sono estremamente spassosi!</p>
<p>Consulta all&#8217;interno dello shop la <a title="Articoli per roditori, gabbie, giochi e accessori per roditori, furetti, criceti" href="http://www.gekolopet.com/27-articoli-per-roditori">sezione dedicata ai roditori</a>.</p>
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		<title>Il furetto&#8230; chi è?</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Oct 2010 09:58:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Orientarsi verso l&#8217;acquisto di un furetto significa comprendere appieno le caratteristiche e le esigenze di questo animale. Spesso, infatti, è stato trattato come un &#8220;accessorio&#8221; di moda, un animale da compagnia da sfoggiare e ostentare in pubblico; altre volte, invece, è stato considerato come un animale di poco impegno, facile e non troppo dispendioso da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-291" title="furetto" src="http://www.gekolopet.com/blog/wp-content/uploads/2010/10/furetto.jpg" alt="" width="510" height="215" /></p>
<p>Orientarsi verso l&#8217;<strong>acquisto di un furetto</strong> significa comprendere appieno le caratteristiche e le esigenze di questo animale. Spesso, infatti, è stato trattato come un &#8220;accessorio&#8221; di moda, un animale da compagnia da sfoggiare e ostentare in pubblico; altre volte, invece, è stato considerato come un animale di poco impegno, facile e non troppo dispendioso da gestire. In realtà, come si vedrà in questo articolo e nei successivi, il furetto necessita di cure e attenzioni costanti e da non sottovalutare.<span id="more-208"></span></p>
<p>Prima di accogliere effettivamente un furetto in casa, è bene <strong>conoscere questa creatura</strong> che, sebbene sia stata addomesticata in Europa più di duemila anni fa, è ancora piuttosto sconosciuta in Italia; persino in ambiente veterinario, sono pochi i professionisti che sanno occuparsi di questi animali.</p>
<p>Gli italiani hanno cominciato ad appassionarsi al furetto solo in tempi recenti; non è un caso infatti che la maggior parte dei prodotti specifici per furetti sia di importazione americana.</p>
<p>In primo luogo, per dare un&#8217;immagine del furetto, è opportuno evidenziare chi NON è: <strong>non è un topo</strong>, non è un coniglio e non deve nemmeno essere considerato alla stregua di un cane o un gatto! Molti, erroneamente, danno per scontato che sia un roditore, in realtà non ha niente a che fare con loro: <strong>il furetto è un mustelide</strong>, in poche parole, una puzzola che è stata addomesticata con lo scopo di essere utilizzata per la caccia. Proprio per questo motivo, se da un lato la convivenza con cani e gatti è tranquilla, dall&#8217;altra è opportuno evitare di far coabitare furetti con volatili, conigli e roditori (le sue prede!).</p>
<p>Per l&#8217;acquisto di un furetto è possibile rivolgersi a un negozio o a un allevatore privato. Nel primo caso gli esemplari vengono, a volte, sterilizzati e sghiandolati troppo prematuramente, tanto da causare la comparsa di malattie in età adulta; inoltre, molto spesso questi furetti provengono da allevamenti intensivi situati all&#8217;estero, situazione questa che può avere conseguenze negative sullo stato di salute dell&#8217;animale.</p>
<p>Sulla base di queste considerazioni, gli esperti propendono per un acquisto presso privati che hanno scelto di allevare furetti e di farli accoppiare non a scopo di lucro ma per passione. I cuccioli provenienti da questi piccoli allevamenti (in un certo senso, casalinghi) consegnano cuccioli che non hanno subito interventi chirurgici e ciò consente al neo proprietario di furetto di procedere con la <strong>sterilizzazione</strong>, come si vedrà, assolutamente necessaria, in tempi corretti (indicativamente intorno al sesto/settimo mese di vita).</p>
<p>Per mantenere in salute il furetto bisognerà poi considerare TUTTE le sue necessità, come l&#8217;alimentazione particolare e la creazione di un ambiente privo di pericoli e accogliente; senza dimenticare le mille attenzioni di cui questo animaletto, <strong>giocherellone e dormiglione</strong>, ha bisogno da parte del suo padrone.</p>
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		<title>Come allestire il terrario. Riassunto.</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Oct 2010 11:01:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Con questo articolo riportiamo per comodità e semplicità la lista di articoli della serie &#8220;Come allestire il terrario&#8221; finora realizzati su questo blog. Questi articoli vogliono proporsi come una guida, ricca di suggerimenti e consigli, sull&#8217;allestimenti del terrario, fornendo preziose indicazioni sull&#8217;utilizzo dei materiali, sulla collocazione, sulla gestione della temperatura del terrario, fino al controllo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-276" title="lizard" src="http://www.gekolopet.com/blog/wp-content/uploads/2010/10/lizard.jpg" alt="" width="510" height="185" /></p>
<p>Con questo articolo riportiamo per comodità e semplicità la lista di articoli della serie &#8220;Come allestire il terrario&#8221; finora realizzati su questo blog.</p>
<p>Questi articoli vogliono proporsi come una guida, ricca di suggerimenti e consigli, sull&#8217;allestimenti del terrario, fornendo preziose indicazioni sull&#8217;utilizzo dei materiali, sulla collocazione, sulla gestione della temperatura del terrario, fino al controllo del livello di umidità e alla realizzazione del substrato.<span id="more-274"></span></p>
<p>1. <a href="http://www.gekolopet.com/blog/come-allestire-il-terrario-premessa/">Come allestire il terrario. Premessa.</a></p>
<p>2. <a title="Materiali per allestimento terrario" href="http://www.gekolopet.com/blog/come-allestire-il-terrario-i-materiali/">Come allestire il terrario. I materiali.</a></p>
<p>3. <a href="http://www.gekolopet.com/blog/come-allestire-il-terrario-la-gestione-della-temperatura/">Come allestire il terrario. La gestione della temperatura.</a></p>
<p>4. <a href="http://www.gekolopet.com/blog/come-allestire-terrario-luce-solare/">Come allestire il terrario. La luce solare.</a></p>
<p>5. <a href="http://www.gekolopet.com/blog/come-allestire-terrario-livello-umidita/">Come allestire il terrario. Il livello di umidità.</a></p>
<p>6. <a href="http://www.gekolopet.com/blog/allestire-terrario-aerazione-collocazione/">Come allestire il terrario. L&#8217;aerazione e la collocazione.</a></p>
<p>7. <a href="http://www.gekolopet.com/blog/allestire-terrario-substrato/">Come allestire il terrario. Il substrato.</a></p>
<p>Presto arriveranno nuovi articoli di autori specializzati che approfindiranno ancora meglio le tematiche tecniche relative ai rettili a alla ricostruzione del loro habitat all&#8217;interno di un terrario.</p>
<p>Inoltre, all&#8217;interno dello shop, c&#8217;è un&#8217;<a title="Terrari per rettili, negozio terrari, accessori per rettili, accessori per terrari" href="http://www.gekolopet.com/9-terrari">ampia selezione di terrari e accessori per rettili</a> in continua espansione dove trovare prodotti di qualità a prezzi competitivi.</p>
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		<title>Il coniglio nano. La vita in casa.</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Oct 2010 10:55:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Continuiamo la serie di articoli dedicati al coniglio nano, iniziata con l&#8217;articolo &#8220;Il coniglio nano. Una scelta consapevole&#8221; e proseguita con &#8220;Il coniglio nano. La scelta&#8220;, trattando la vita in casa del nostro piccolo compagno con qualche accorgimento utile per la sua permanenza &#8230; ma anche per la nostra tranquillità! Per ospitare in casa un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="coniglio nano" src="http://www.gekolopet.com/blog/wp-content/uploads/2010/09/coniglionano.jpg" alt="" width="510" height="221" /></p>
<p>Continuiamo la serie di articoli dedicati al coniglio nano, iniziata con l&#8217;articolo &#8220;<a href="http://www.gekolopet.com/blog/coniglio-nano-scelta-consapevole/">Il coniglio nano. Una scelta consapevole</a>&#8221; e proseguita con &#8220;<a href="http://www.gekolopet.com/blog/coniglio-nano-scelta/">Il coniglio nano. La scelta</a>&#8220;, trattando la vita in casa del nostro piccolo compagno con qualche accorgimento utile per la sua permanenza &#8230; ma anche per la nostra tranquillità!</p>
<p>Per ospitare in casa un coniglio è necessario apportare qualche modifica per rendere l&#8217;ambiente domestico &#8220;a prova di coniglio&#8221;. Sono tantissimi i pericoli a cui un coniglio può andare incontro e tanti i danni che può causare rosicchiando, scavando o facendo pipì dove ritiene opportuno. <span id="more-241"></span></p>
<p>La prima cosa da prendere in considerazione sono i <strong>fili elettrici</strong> che raramente i conigli resistono alla tentazione di rosicchiare; i fili possono essere avvolti con tubi spiralati di plastica dura o riparati con reti, pannelli in legno o plexiglas. Altra cosa da &#8220;difendere&#8221; da un coniglio sono i <strong>divani, i letti e i tappeti</strong> rivestendoli semplicemente o sostituendo temporaneamente i tappeti classici con quelli di cocco intrecciato che risultano innocui al nostro piccolo amico.</p>
<p>Le <strong>terrazze</strong> sono molto pericolose se le ringhiere sono abbastanza larghe da permettere al coniglio di passarci quindi sarà bene ripararle con una rete per evitare che il coniglio possa cadere e riportare fratture pericolosissime per un animale cosi fragile. Tutte le <strong>sostanze tossiche</strong> come farmaci, sigarette, detersivi, pesticidi ma anche di genere alimentare come biscotti, grissini, fette biscottate, ecc. devono essere riposti dove l&#8217;animale non può arrivare.</p>
<p>Altra cosa importantissima per una convivenza serena è <strong>l&#8217;educazione</strong> del nuovo arrivato soprattutto se si tratta di un cucciolo. Appena introdotto nella nuova casa c&#8217;è bisogno di un periodo di adattamento prima di avere piena libertà per cui va confinato in uno spazio limitato dove andrà posta una <strong>tana</strong> (ad esempio uno scatolone) dove l&#8217;animale potrà andare a rifugiarsi e restare indisturbato, una <strong>cassetta per i bisognini</strong> (con all&#8217;interno trucioli di legno, carta a pezzi, paglia o ghiaino per gatti) dove l&#8217;animale potrà essere educato ad utilizzare anche se per questo ci vorrà un pò di pazienza,<strong> acqua fresca</strong>,<strong> fieno</strong> (sempre), <strong>verdure fresche</strong> e non devono mancare i <strong>giochi</strong> come ad esempio pezzi di legno, vimini e cartone (questo aiuterà il nostro amico a svogarsi su oggetti a lui dedicati e non sull&#8217;arredamento della casa).</p>
<p>Man mano che aumenteremo lo spazio a sua disposizione, che deve essere fatto in modo graduale, è bene aumentare anche le cassettine per i bisognini perchè difficilmente il coniglio percorre grandi distanze per fare i suoi bisognini. Il metodo migliore per fare amicizia con il nuovo arrivato è di sedersi di fianco, offrirgli un buon boccone, farsi annusare e aspettare che sia lui ad avvicinarsi parlandogni con tono calmo e a bassa voce e resistendo alla tentazione di prenderlo in braccio (rende l&#8217;animale nervoso e stressato). Mai e poi mai andremo a punire fisicamente il coniglietto perchè sarebbe inutile e controproducente.</p>
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		<title>Come allestire il terrario. Il substrato.</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Sep 2010 09:41:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tra gli elementi fondamentali che compongono un terrario c&#8217;è il substrato, nella preparazione del quale è necessario tenere conto sia dell&#8217;animale inserito sia delle esigenze e delle possibilità di colui che lo deve gestire. A grandi linee sono due i metodi con cui si può allestire un fondo per il terrario, tra loro molto diversi: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="Corteccia" src="http://www.gekolopet.com/blog/wp-content/uploads/2010/09/corteccia.jpg" alt="" width="510" height="180" /></p>
<p>Tra gli elementi fondamentali che compongono un terrario c&#8217;è il <strong>substrato</strong>, nella preparazione del quale è necessario tenere conto sia dell&#8217;animale inserito sia delle esigenze e delle possibilità di colui che lo deve gestire.</p>
<p>A grandi linee sono due i metodi con cui si può <strong>allestire un fondo per il terrario</strong>, tra loro molto diversi: 1_ piccola ricostruzione dell&#8217;ambiente reale; 2_ allestimento minimo per garantire igiene e semplicità di gestione.<span id="more-226"></span></p>
<p>1. il terrario rappresenta una ricostruzione fedele e realistica dell&#8217;ambiente naturale. Il terrario è ricco di piante vere tanto da assumere in alcuni casi le caratteristiche di un&#8217;autentica foresta tra le mura domestiche. Richiede molte cure e attenzioni e l&#8217;impatto visivo è sicuramente notevole, tuttavia presenta numerosi svantaggi, soprattutto per quanto riguarda le operazioni di pulizia. Inoltre, i rettili ospitati devono essere di dimensioni ridotte per evitare che muovendosi danneggino l&#8217;assetto delle piante e del fondo. Per di più, le feci devono essere rimosse rapidamente dal terrario, prima che si sviluppino muffe e batteri.</p>
<p>Gli elementi con cui è possibile predisporre il <strong>substrato per il terrario</strong> sono:</p>
<ul>
<li><strong>sabbia</strong> &#8211; sicuramente molto assorbente, presenta tuttavia una serie di svantaggi quali il costo elevato, la pericolosità (può essere ingerita dai rettili) e le difficoltà di pulizia e di rimozione completa;</li>
<li><strong>segatura</strong> &#8211; assorbenete ed economica, consente ai sauri che amano scavare di dilettarsi in queste operazioni. Tuttavia, anche la segatura può essere facilmente ingerita da alcuni animali e deve essere depolverata per non provocare danni alle loro vie respiratorie. La segatura in commercio per roditori non è assolutamente adatta all&#8217;allestimento di un terrario per rettili;</li>
<li><strong>ghiaia per acquari</strong> &#8211; molto poco assorbente ma decisamente economica, presenta un rischio elevato di ingestione da parte di rettili e ofidi;</li>
<li><strong>tutoli di mais</strong> &#8211; rappresentano una buona soluzione per la creazione di un substrato per terrari, tuttavia tendono ad ammuffire molto velocemente una volta a contatto con l&#8217;acqua; sono quindi consigliati in terrari con un livello di umidità molto basso. Essendo vegetali, in caso di ingestione non risultano dannosi;</li>
<li><strong>pezzi di corteccia</strong> &#8211; sono la soluzione ideale nel caso di terrari con umidità elevata poiché la corteccia è in grado di trattenere molto bene l&#8217;acqua, tuttavia è poco assorbente e piuttosto costosa;</li>
<li><strong>terra</strong> &#8211; molto assorbente ed economica, trattiene bene l&#8217;umidità, ma in linea di massima è sconsigliata perché, oltre ad essere uno dei substrati più naturali (insieme alla corteccia), è anche l&#8217;habitat ideale per la proliferazione di numerosi parassiti la cui rimozione risulta piuttosto difficoltosa.</li>
</ul>
<p>2. Si può anche optare per un terrario dalla gestione semplificata. Esteticamente risulta di scarso impatto, ma ha quasi solamente degli aspetti positivi: il rettile si trova completamente a suo agio, è un ambiente estremamente igienico perché la pulizia non richiede grandi sforzi né tempi lunghi, con elementi facilmente rimovibili (il nascondiglio, la ciotola dell&#8217;acqua ed eventuali tronchi). Inoltre, è bene sottolineare che il terrario non sarà invaso dai parassiti, anche perché qualora dovesse presentarsi un problema di questo tipo, sarà molto facile e veloce procedere con la disinfestazione.</p>
<p>Chi sceglie questo tipo di gestione può sostanzialmente avvalersi di tre materiali:</p>
<ul>
<li><strong>carta di giornale</strong> &#8211; il suo unico inconveniente è la resa estetica piuttosto scarsa, per il resto è igienica, assorbente e facilmente rimovibile;</li>
<li><strong>carta assorbente da cucina</strong> &#8211; forse la soluzione ideale, certo meno economica della carta di giornale, ma anche meno sgradevole alla vista, anch&#8217;essa è igienica, assorbente e facilmente rimovibile;</li>
<li><strong>prato sintetico</strong> &#8211; si consiglia di predisporre dei fogli di giornale sotto il tappeto sintetico per tamponare eventuali fuoriuscite di liquidi. Sarà bene, inoltre, munirsi di un secondo prato sintetico per sostuire il primo durante il lavaggio. È una soluzione un po&#8217; dispendiosa poiché tendono a deteriorarsi con i lavaggi, ma sicuramente esteticamente piacevole.</li>
</ul>
<p>A conti fatti, insomma, si tratta di trovare il giusto compromesso tra igiene e impatto estetico, certo però trattandosi dell&#8217;habitat di un animale, sarà bene fornirgli un ambiente favorevole.</p>
<p><img class="alignnone" title="Prodotti consigliati su GekoloPet.Com" src="http://www.gekolopet.com/blog/wp-content/uploads/2010/09/banner_consiglio.gif" alt="" width="510" /></p>
<p><a href="http://www.gekolopet.com/terrari/23-terrario-reptile-control-50.html"><img class="alignnone" title="Terrario Reptile Control - Controllo cattivi odori" src="http://www.gekolopet.com/blog/wp-content/uploads/2010/09/banner_reptile_control_50.gif" alt="" width="510" /></a></p>
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		<title>Come allestire il terrario. L&#8217;aerazione e la collocazione.</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Sep 2010 07:01:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Al fine di fornire al piccolo ospite del terrario un ambiente che sia favorevole, è necessario prendere in considerazione altri due fattori, ossia l&#8217;aerazione dell&#8217;impianto e la sua posizione in casa. Prima di tutto, bisogna conoscere con precisione la specie animale che si vuole inserire nel terrario e comprenderne la natura in maniera tale da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-247" title="camaleonte_fiore" src="http://www.gekolopet.com/blog/wp-content/uploads/2010/09/camaleonte_fiore.jpg" alt="Immagine di camaleonte" width="510" height="180" /></p>
<p>Al fine di fornire al piccolo ospite del terrario un ambiente che sia favorevole, è necessario prendere in considerazione altri due fattori, ossia l&#8217;<strong>aerazione dell&#8217;impianto</strong> e la sua posizione in casa.</p>
<p>Prima di tutto, bisogna conoscere con precisione la specie animale che si vuole inserire nel terrario e comprenderne la natura in maniera tale da fare le scelte corrette. Ad esempio, le specie arboricole tendono ad arrampicarsi su tronchi e piante, in questo caso sarà bene predisporre una struttura che si sviluppa in verticale piuttosto che in orizzontale per permettere ai rettili di avere più libertà di movimento.<span id="more-232"></span></p>
<p>Tutti i terrari, che siano a sviluppo verticale od orizzontale, devono comunque fornire un buon sistema di aerazione. Questo sistema solitamente è formato da due serie di fori, o <strong>due griglie</strong>: una si trova sulla parte inferiore del terrario e consente all&#8217;aria di entrare, l&#8217;altra è posta sulla parte alta e permette la fuoriuscita dell&#8217;aria che, riscaldata da lampade o da altri elementi, sale.</p>
<p><em>Consiglio: scopri come controllare i cattivi odori del terrario con la <a title="Terrari Reptile Control, per controllare gli odori del terrario" href="http://www.gekolopet.com/35-terrari-serie-reptile">serie di terrari Reptile Control</a>.</em></p>
<p>Un sistema di aerazione scarso o insufficiente provocherà danni all&#8217;intero ecosistema: la temperatura salirà rapidamente, mentre il ristagno dell&#8217;acqua evaporata favorirà lo sviluppo di batteri e muffe. Basterà quindi rispettare la regola delle due griglie per garantire il buon funzionamento del terrario.</p>
<p>Una volta in possesso del terrario, colui che si occuperà della sua gestione dovrà riflettere attentamente sul <strong>corretto posizionamento del terrario</strong> in casa. In generale, sarà bene tener conto delle seguenti indicazioni:</p>
<ul>
<li>collocare il terrario su una <em>superficie stabile</em> dove non possa essere urtato accidentalmente;</li>
<li><em>fissare la base</em> con dei tappini in gomma per evitare che scivoli;</li>
<li>evitare di collocare il terrario nelle camere da letto o in prossimità di queste, poiché eventuali grilli lasciati liberi nel terrario potrebbero produrre rumori nelle ore notturne;</li>
<li>evitare di posizionare il terrario vicino a correnti d&#8217;aria, ad esempio finestre che vengono aperte abitualmente;</li>
<li>fare in modo che la stanza dove si trova il terrario possa essere chiusa in caso di necessità, soprattutto in presenza di serpenti pericolosi;</li>
<li>per risparmiare sul riscaldamento del terrario, è bene <em>non collocarlo in stanze fredde</em> (garage, cantina) e allo stesso modo evitare situazioni eccessivamente calde (mansarda, vicino a un termosifone);</li>
<li>posizionarlo <em>davanti a una finestra</em> è una buona abitudine, perché permette agli animali e alle piante di beneficiare della luce solare diretta, ma nel periodo estivo fare molta attenzione all&#8217;aumento della temperatura.</li>
</ul>
<p>Seguendo questi consigli, <strong>l&#8217;intero terrario ne trarrà giovamento</strong> e la sua gestione risulterà più facile ed efficiente.</p>
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		<title>Come allestire il terrario. Il livello di umidità.</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 22:06:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-222" title="goccia" src="http://www.gekolopet.com/blog/wp-content/uploads/2010/09/goccia.jpg" alt="goccia d'acqua su foglia" width="510" height="180" /></p>
<p>Per mantenere in salute il piccolo ospite del terrario è fondamentale conoscere le sue esigenze ambientali: <a href="http://www.gekolopet.com/blog/come-allestire-il-terrario-la-gestione-della-temperatura/">come è stato visto</a> per la temperatura, anche <strong>il tasso di umidità del terrario</strong> rappresenta un fattore da tenere costantemente sotto controllo e che pertanto non è possibile trascurare.</p>
<p>Ovviamente ogni specie animale ha bisogno di un livello di umidità diverso, per questo motivo è bene documentarsi in maniera precisa e accurata circa le esigenze specifiche del rettile che si vuole accogliere in casa. Tassi di umidità troppo bassi o troppo elevati possono causare la sua morte, anche se non così rapidamente come nel caso di una temperatura errata.<span id="more-217"></span></p>
<p>A questo proposito, prima di scegliere il metodo più indicato per la <strong>regolazione dell&#8217;umidità nel terrario</strong>, sarà opportuno munirsi di un <em>igrometro</em>: un misuratore di umidità che permette di controllarne il livello all&#8217;interno del terrario e consente di conseguenza di garantire l&#8217;ambiente ideale per il rettile.</p>
<p>In base alla specie animale ospitata, si rivelerà necessario aumentare o diminuire il tasso di <strong>umidità nel terrario</strong>, nel primo caso, i metodi più comuni per innalzare l&#8217;umidità sono i seguenti:</p>
<ul>
<li>usare un <em>nebulizzatore</em>, forse il metodo più semplice e pratico che consiste nello spruzzare acqua una o più volte al giorno. Tuttavia, a lungo andare, il calcare contenuto nell&#8217;acqua di rubinetto tenderà a depositarsi sulle pareti del terrario;</li>
<li>collocare la <em>vasca dell&#8217;acqua sotto una lampada</em> o sopra un cavo riscaldante, fonti di calore che provocano un&#8217;efficace evaporazione dell&#8217;acqua. Se l&#8217;aerazione è scarsa, si presenta il rischio di formazione di condensa;</li>
<li>usare una <em>spugna </em>bagnata, posizionata preferibilmente su una superficie non a contatto con il substrato (che potrebbe inumidirsi eccessivamente);</li>
<li>predisporre un <em>gocciolatore </em>che ha la doppia funzione di far aumentare il livello di umidità e di consentire agli animali di abbeverarsi.</li>
</ul>
<p>Vi sono poi altri metodi, da considerare soprattutto se si vuole unire l&#8217;utile alla resa estetica:</p>
<ul>
<li>costruire una <em>fontana </em>o una cascata utilizzando una pompa per filtro (solitamente impiegata negli acquari). L&#8217;acqua evaporata dovrà essere sostituita regolarmente;</li>
<li>predisporre un <em>nebulizzatore </em>specifico per terrario che tramite gli ultrasuoni produce una sottile nebbiolina;</li>
<li>allestire un fondo permeabile e inserire <em>piante vere</em> all&#8217;interno del terrario.</li>
</ul>
<p>Tuttavia, per alcune specie si presenterà il problema opposto, si dovrà quindi ridurre il tasso di umidità nell&#8217;aria, ecco come:</p>
<ul>
<li>diminuendo la <em>dimensione della vasca</em> d&#8217;acqua o la quantità di acqua presente;</li>
<li>aumentando la <em>corrente d&#8217;aria</em>, sarà sufficiente in questo caso ingrandire le prese d&#8217;aria;</li>
<li>facendo in modo che la vasca di acqua <em>non sia in prossimità di fonti di calore </em>(lampade, cavi riscaldanti, ecc.);</li>
<li>predisponendo uno <em>strato impermeabile</em> che non trattenga acqua (tipo sassi o sabbia);</li>
<li><em>non nebulizzando</em>;</li>
<li>munendosi di un <em>deumidificatore</em>.</li>
</ul>
<p>Come si è visto, i metodi per raggiungere il livello desiderato di umidità sono diversi e tutti efficaci, la scelta dipenderà solo dalle esigenze specifiche di ognuno.</p>
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		<title>Il coniglio nano. La scelta.</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 13:55:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>celine</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando si sceglie un animale che dovrà tenerci compagnia per molti anni è importante evitare di agire d&#8217;impulso: tanti sono i fattori da prendere in considerazione. L&#8217;età è molto importante perché un coniglio non va mai adottato quando è troppo piccolo, infatti se viene allontanato dalla madre troppo prematuramente potrebbe avere problemi di socializzazione oppure [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-214" title="coniglio" src="http://www.gekolopet.com/blog/wp-content/uploads/2010/09/coniglio.jpg" alt="" width="510" height="180" /></p>
<p>Quando si sceglie un animale che dovrà tenerci compagnia per molti anni è importante evitare di agire d&#8217;impulso: tanti sono i fattori da prendere in considerazione.</p>
<p>L&#8217;<strong>età</strong> è molto importante perché un coniglio non va mai adottato quando è troppo piccolo, infatti se viene allontanato dalla madre troppo prematuramente potrebbe avere problemi di socializzazione oppure di salute; l&#8217;età più indicata è attorno alle sei settimane.<span id="more-195"></span></p>
<p>Nei conigli il <strong>carattere</strong> è principalmente una questione individuale e non dipende dalla <strong>razza</strong>.</p>
<p>Il <strong>sesso</strong> influisce ben poco sulla personalità del coniglio soprattutto se l&#8217;animale viene sterilizzato (come sarebbe opportuno fare sempre!).</p>
<p>I conigli soffrono terribilmente la solitudine quindi se sappiamo che al nostro animale dedicheremo solo poco tempo è bene partire subito con due conigli, meglio se di sesso opposto (legheranno più facilmente).</p>
<p>Un altro aspetto da prendere in considerazione è il tipo di <strong>mantello</strong> del nostro piccolo amico. I conigli a pelo lungo come la razza angora e i loro incroci sono piuttosto impegnativi perchè devono essere spazzolati ogni giorno, in caso contrario il pelo formerà dei nodi e si infeltrirà trasformandosi in un ammasso inestricabile con conseguenze ovvie, quindi queste razze vanno scelte solo se si è sicuri di potergli dedicare il tempo necessario.</p>
<p>L&#8217;ultimo consiglio riguarda l&#8217;<strong>acquisto</strong>. La risposta più ovvia sarebbe il negozio di animali ma non è necessariamente la migliore. Una buona soluzione è quella di rivolgersi alle associazioni di volontariato che accolgono centinaia di coniglietti che vengono abbandonati, sia piccoli che grandi. Questi di solito vengono consegnati alle famiglie già sterilizzati e vaccinati e sono pronti a ricambiare con il loro affetto chi sia disposto a offrirgli una seconda possibilità.</p>
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		<title>Come allestire il terrario. La luce solare.</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 06:41:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Rettili]]></category>
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		<description><![CDATA[Il sole in natura, si sa, non si occupa solamente di fornire il calore necessario alla sopravvivenza dei rettili che, come già detto nel precedente capitolo, regolano la propria temperatura corporea in funzione di quella ambientale; il sole, tramite i raggi ultravioletti, svolge anche una funzione vitale per alcune specie di rettili. Il sole emette [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-203" title="sun" src="http://www.gekolopet.com/blog/wp-content/uploads/2010/08/sun.jpg" alt="sole" width="510" height="180" /></p>
<p>Il sole in natura, si sa, non si occupa solamente di fornire il calore necessario alla <strong>sopravvivenza dei rettili</strong> che, come già detto nel <a href="http://www.gekolopet.com/blog/come-allestire-il-terrario-la-gestione-della-temperatura/">precedente capitolo</a>, regolano la propria temperatura corporea in funzione di quella ambientale; il sole, tramite i raggi ultravioletti, svolge anche una funzione vitale per alcune specie di rettili.</p>
<p>Il sole emette luce ultravioletta in tre bande:</p>
<ol>
<li>UVC &#8211; raggi estremamente dannosi che vengono però filtrati dall&#8217;atmosfera terrestre;</li>
<li>UVA &#8211; raggi visibili agli occhi dei rettili, da recenti ricerche sembrano avere effetti positivi sull&#8217;alimentazione e sullo stato di salute dei rettili;</li>
<li>UVB &#8211; sono raggi assolutamente indispensabili per la sopravvivenza di alcune specie di rettili.<span id="more-181"></span></li>
</ol>
<p>Per i <strong>rettili</strong> in questione, nell&#8217;habitat artificiale, si rivela quindi necessaria l&#8217;installazione di una <strong>lampada a emissione di raggi UVB</strong>. Queste lampade sono uno strumento essenziale per la sopravvivenza di tutti i rettili erbivori, in quanto consentono la sintesi della vitamina D3 e la conseguente assimilazione del calcio.</p>
<p>Non si tratta di un componente del terrario da sottovalutare, basti pensare che in caso di esposizione assente o non sufficiente, il rettile subisce danni, anche piuttosto seri, all&#8217;apparato scheletrico. Inoltre, pensare di sostituire le lampade UVB con degli integratori alimentari di vitamina D3 è sbagliato e, in alcuni casi, del tutto inutile, pare infatti che alcune specie di rettili siano in grado di assimilare questa vitamina solamente tramite esposizione ai raggi UVB. Ed è bene ricordare che le comuni lampade a incandescenza si limitano a fornire luce visibile, ma non emettono raggi ultravioletti!</p>
<p>Queste <strong>lampade</strong> di vitale importanza per alcuni rettili sono invece completamente inutili in presenza di altri, come i rettili carnivori (che sono in rado di assimilare la vitamina dalle prede), i rettili con abitudini notturne e le specie sotterranee (poiché in natura non si espongono mai alla luce solare).</p>
<p>L&#8217;esposizione ai raggi UVB deve essere regolata sulla base di diversi fattori, quali</p>
<ul>
<li>l&#8217;<strong>età</strong> dell&#8217;animale: gli esemplari più giovani necessitano di più calcio, poiché devono terminare la costruzione della struttura ossea;</li>
<li>la <strong>distanza</strong> dell&#8217;animale dalla fonte dei raggi: la lampada non deve essere mai collocata troppo lontano dall&#8217;animale (indicativamente a un massimo di 50 cm) e non deve essere schermata da ostacoli di plastica o vetro; sarebbe, inoltre, preferibile, posizionarla presso una fonte di calore;</li>
<li>la percentuale di <strong>emissione</strong> di raggi UVB: in linea di massima, varia dal 2 all&#8217;8%; la percentuale più elevata va riservata per le specie deserticole. Durante le ore notturne, le lampade vanno spente.</li>
</ul>
<p>Nell&#8217;acquisto di questo tipo di lampade è bene fare molta attenzione. Fino a qualche tempo fa, quando sui prodotti veniva posta la specificazione &#8220;lampada a spettro completo&#8221;, si faceva riferimento all&#8217;emissione di luce visibile e luce ultravioletta, ora la presenza dei raggi UVB non è più implicita in tale denominazione. Si tenga presente, inoltre, che le lampade che producono UVB emettono anche raggi UVA, mentre non è sempre vero il contrario.</p>
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